Il sacro della nazione. Religione, potere e appartenenza nell'India contemporanea

Programma

Il rapporto tra religione e politica nell’India contemporanea non può essere interpretato soltanto come un conflitto tra secolarismo e fondamentalismo, ma come il risultato di un lungo processo di traduzione simbolica in cui il linguaggio religioso ha progressivamente assunto una funzione costitutiva dell’immaginario nazionale. In questa prospettiva, l’uso politico del sacro evidenzia la continuità tra le forme religiose della legittimazione e la costruzione moderna della sovranità: un nesso che il contesto indiano rende particolarmente visibile.
A partire dalle genealogie postcoloniali della nazione — da Gandhi a Nehru, fino a Savarkar e al progetto dell’Hindutva di Modi — le lezioni indagano la coabitazione, mai risolta, tra ethos pluralista e pulsione identitaria.
Episodi come la demolizione della Babri Masjid, la costruzione del Ram Mandir, la ritualizzazione dello spazio urbano e la rappresentazione del corpo del leader, insieme alla circolazione di fake news e narrazioni digitali a contenuto devozionale, aiutano a cogliere le modalità attraverso cui il sacro opera come grammatica della realtà collettiva, oltre la distinzione moderna tra fede e potere.